Maratona in due o in sette ore, l’importante è correrla

Running USA pubblica ogni anno interessanti statistiche riguardanti le gare podistiche negli Stati Uniti. Il primo dato che salta all’occhio è il numero di persone che nel 2014 hanno concluso una maratona: 550.637. È un record assoluto, che supera di 11.000 unità il numero del 2013 e conferma il trend di crescita costante delle ultime stagioni. Le indagini dicono anche che di questi 550.637 podisti il 43 per cento sono donne, che l’età media di chi termina i 42,195 km è di 38 anni e che circa la metà di loro ha più di 40 anni. Running USA pubblica anche molte curiosità riguardanti le singole maratone, ma l’ultimo risultato generale degno di nota è il tempo medio impiegato dai 550.637 appassionati per concludere la loro “fatica”: 4h44’19’’ per le donne, 4h19’27’’ per gli uomini, la percorrenza più lenta registrata dal 2005 ad oggi.
E in Italia? “In Italia si tende a pensare troppo alla prestazione cronometrica” afferma Luigi Chiabrera, presidente di Turin Marathon, “in generale c’è più agonismo rispetto a molte altre nazioni, in cui la maratona si corre anche “solo” per stare bene e per il piacere di concluderla, senza preoccuparsi della performance. In questo gli Stati Uniti sono leader mondiale”.
“Nel nostro paese ci sono circa 5 milioni di podisti abituali (dato Istat)” prosegue Chiabrera, “e come società ci siamo posti l’obiettivo di portarne il 2 per cento a terminare una maratona, almeno una volta all’anno”. Una percentuale che significa 100 mila persone, un numero decisamente superiore rispetto a quello registrato nelle ultime stagioni; che secondo la classifica MaxiMaratona si attesta intorno a 35.000 unità, di cui una percentuale minima (14%) composta da donne.
“La maratona è conoscere persone e luoghi, è benessere, chi corre una maratona è un atleta completo a prescindere da quanto ci ha impiegato” è il pensiero del presidente di Turin Marathon, che di maratone ne ha corse quattro e che non a caso ha coniato per la sua società lo slogan “la corsa è il mezzo, la maratona il fine”.
TuttaDritta ha celebrato quest’anno un signore che qualche tempo fa, a 68 anni compiuti e appena guarito da un tumore, decise di correre la sua prima maratona. Da allora non si è fermato e ne ha completate diverse, e non certo per un obiettivo cronometrico. “Un’altra immagine che non dimenticherò” conclude Luigi Chiabrera, “è l’ultima New York Marathon del suo fondatore Fred Lebow. Quando, malato, decise di correrla per l’ultima volta con i suoi amici, le telecamere lo seguirono per gran parte del percorso, quasi ignorando ciò che stava succedendo nel gruppo di testa della gara”.

 

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