LE NOSTRE LEGGENDE: RAFFAELE CARLI

Tra le nostre leggende non potevamo non menzionare il corridore caino con più km di competizioni nelle gambe. Mi sto riferendo senz’ombra di dubbio al mitico Raffaele Carli, un uomo, anzi che dire, un fenomeno che non aveva paura di nessuna sfida podistica.
Stabilitosi nel C.A.I. Pistoia nel 1999 grazie ad un altro caino, Marco Gori, perché in cerca di una nuova squadra podistica. La sua prima esperienza nel campo della corsa nasce però in un’altra squadra: quella del C.A.I. di Prato, di cui fu anche un fondatore negli anni ’70.
Nella sua carriera ha praticamente fatto di tutto: 15 edizioni del Passatore, decine della Pistoia-Abetone e un totale di 240 competizioni tra maratone ed ultramaratone. Come potrete capire fare l’elenco di tutte le sue gare equivarrebbe a scrivere un libro ma ci sembra doveroso ricordare le seguenti imprese: 15 ediz della Firenze Marathon, 2 ediz della maratona di NY (2002 e 2005), la Prato Bocca di Rio, le maratone di Vienna, Madrid, Parigi, Barcellona, Torino, Pisa (l’ultima percorsa prima dell’arrivo del Covid-19), Venezia, del Chianti, del Lago di Garda, di Fano, Siracusa e Ragusa; ma anche numerose 50 KM di Romagna, la Livorno-Udine-Treviso, l’ultratrail nelle Dolomiti, molte gare da 130 km e una quantità sovraumana delle classiche domenicali nei dintorni. Insomma un atleta dalle mille sfumature che ha sempre portato i colori del C.A.I. in tutt’Italia e nel mondo tra le diverse gare, maratone e trail.
Oltre a correre tanto, Raffaele è riuscito a piazzarsi diverse volte tra i premiati, raggiungendo persino un 1° posto come veterano nella maratona del Sahrawy, nella UK Marathon a Sasso Maggiore Terme (47 km), nella maratona a Forlì, un 2°posto nel trail di Val d’Ambra, e nell’edizione del 2005 del Passatore vinse un concorso per la foto più bella, la quale raffigura il nostro caino nell’istante in cui saltò sul tabellone del traguardo per sfogarsi da un dolore fisico che lo aveva accompagnato per numerosi km della suddetta competizione.
Giungiamo ora al campionato interno del C.A.I. : 1°classificato dal 2004 al 2016.  Possiamo inoltre affermare che alla competitività, alla passione ed alla tenacia di quest’uomo si può aggiungere tranquillamente altre due peculiarità: lo spirito di gruppo e la simpatia. Non a caso, per celebrare la partecipazione alla sua centesima maratona (del Lago di Suviana), a causa di una scommessa persa, si presentò alla partenza insieme ad alcuni amici, indossando esclusivamente un perizoma leopardato e le scarpe da corsa.
Il rapporto col C.A.I. era ed è fantastico, definendo le cene e i pranzi post gara di squadra come il 3°tempo delle gare.
Il miglior modo per concludere quest’articolo (come anche tanti altri precedenti) è quello di riportarvi la sua bellissima filosofia sulla corsa, nata dopo l’ultima edizione del Passatore affrontata :
“La corsa non deve essere fonte di sfinimento, ma un’attività ricreativa e ancor meglio una medicina”.

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